Alcune conferenze di Kent... cent'anni dopo (ebook)

 

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UN’AFFERMAZIONE DI SPECIFICITÀ
L’Omeopatia è un sistema terapeutico rigoroso e accurato che è capace di dare a ogni terapeuta, che vi si voglia dedicare completamente, dei risultati significativi.
Le Conferenze di Kent sono una delle opere di base di questa tecnica medica e ne costituiscono una pietra miliare. Contengono, infatti, degli elementi chiave a cui ci dobbiamo continuamente riferire quando visitiamo un paziente. L’opera originale del medico americano James Tyler Kent sviluppa e commenta i paragrafi più difficili dell’Organon dell’arte di guarire di Samuel Hahnemann. Autentica esegesi di quest’altro ‘monumento’, l’opera di Kent permette un ottimo approccio teorico e pratico all’Omeopatia. Le conferenze che abbiamo scelto di pubblicare sono essenziali per la conoscenza dell’Omeopatia. Ne possono trarre beneficio molte situazioni cliniche difficili, specialmente dalle descrizioni e dall’ampia gamma di eventualità cliniche. La conoscenza e la seria applicazione della metodologia fondamentale descritta in questo testo indicano con chiarezza a coloro che praticano l’Omeopatia la strada da seguire per affrontare numerose situazioni pratiche.

UN’OPERA PROFESSIONALE D’ATTUALITA'
Kent aveva uno scopo pedagogico: “La percezione di ciò che bisogna guarire nella malattia …” (Organon § 3) è messa in evidenza in tutto il libro.
Nonostante tale percezione tragga vantaggio dalle recenti acquisizioni dell’Omeopatia (miglioramento dell’individualizzazione e della gerarchizzazione dei sintomi), non possiamo far a meno di ritornare ai testi fondamentali del metodo omeopatico.
Lo studio approfondito delle Conferenze ci permette di comprendere meglio i teorici contemporanei, che hanno ampiamente attinto da Kent e dai suoi scritti. Si tratta di un’opera che occupa una posizione centrale tra i vari lavori fondamentali di tecnica omeopatica e, a buon diritto, merita un posto privilegiato sulla scrivania di ogni omeopata.

UN’OPERA VIVA, DA CONDIVIDERE
Nella primavera del 1998, la rilettura delle Conferenze di Kent mi ha spinto a condividere ciò che avevo imparato con i membri della Societè Hahnemanienne de Normandie. In breve, ci siamo resi conto che l’originale, datato all’inizio del secolo, come pure la traduzione francese commentata da Pierre Schmidt, non avevano quasi più diffusione.
Forse il testo di Kent è troppo impregnato della sua filosofia e di considerazioni di un’altra epoca, in un contesto socioculturale e medico ormai obsoleto e dà adito a confusione di metodo e di propositi pedagogici.
Approfondendo individualmente e collettivamente la comprensione delle Conferenze, mi sono personalmente impegnato a redigere una versione modernizzata e ricca di dati d’interesse medico.
I dubbi sono stati numerosi. Fra riassunti e riscritture, è nato un primo testo rivisto da omeopati di provata esperienza. Ma il risultato della nostra riflessione collettiva è, penso, ancora suscettibile di miglioramenti.

UN INVESTIMENTO CHE RENDE CENTO VOLTE TANTO
La lettura del testo obbliga a meditare su alcuni punti essenziali e cioè:
- La pazienza: questa parola è ripetuta continuamente.
- La preoccupazione della precisione: sottile come una filigrana ed estesa per tutto il libro.
- La ponderatezza nella prescrizione: il contrario della tendenza del nostro secolo.
- Ma, soprattutto, l’originalità nel trattare situazioni epidemiche (§ 100-102), che ha entusiasmato parecchi di noi.
La necessità di dedicare all’interrogatorio parecchio tempo e l’importanza di un ascolto attivo da parte del medico sono aspetti che Kent mette in evidenza in tutto il testo, aspetti peraltro sviluppati anche da altri Autori. Nella sua idea c’era, in nuce, l’importanza, ora universalmente riconosciuta, del valore terapeutico della visita.

ALCUNE CONVINZIONI RAFFORZATE
Certi elementi che stanno alla base della nostra attività quotidiana, sono stati perfettamente definiti circa due secoli fa, ma commentati e spiegati più tardi. Nella stesura di questo testo ci siamo riproposti di non deificare nessuno, ma nemmeno di far piazza pulita, con un colpo di spugna, di ciò che ci è stato trasmesso. Proponiamo questo testo come fonte di riflessione critica sulla divulgazione e uso della nostra pratica terapeutica.
Competenza medica, convinzione, efficacia e utilità delle prescrizioni sono perfettibili. Come altri, cerchiamo il meglio e questo documento si propone di contribuire a trovarlo. Possa questo ritorno al passato essere nello stesso tempo una carta vincente per la nostra professionalità e un parapetto a difesa di idee troppo passionali. Possa essere utile a far rimanere ad alti livelli l’"Arte di guarire”. Sarebbe un peccato servirsi di un diamante come fermacarte. Mi auguro che la nostra passione professionale rimanga un piacere da condividere in tanti.


Dr. Jacques Prat









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